Il periodo di formazione del modernismo in architettura fu un’epoca di intense trasformazioni sia in Polonia che in Italia. La mostra fotografica di Michał Łukasik “Modernismo. Architettura della Polonia e Italia 1918-1943” illustra questo movimento in entrambi i paesi durante i periodi di dittatura e autoritarismo. Łukasik, attraverso quasi 100 fotografie, ci conduce in un viaggio attraverso edifici iconici di Roma, Napoli, Varsavia, Cracovia e molte altre città, svelando l’essenza di edifici pubblici, istituzioni educative e complessi residenziali che hanno definito quest’epoca.

Katowice, Polonia 1929-1934
Arch.: Stanisław Tabeński, Józef Rybicki
Polonia rinata: alla ricerca dell’identità
L’architettura sia in Polonia che in Italia nel periodo tra le due guerre divenne uno strumento per esprimere l’identità nazionale e manifestare il potere statale, riflettendo le aspirazioni e le ideologie dominanti. In Polonia, dopo 123 anni di spartizioni e la riconquista dell’indipendenza nel 1918, l’architettura divenne un modo per costruire il prestigio dello stato e plasmare l’identità nazionale. Fu un ritorno al passato, la ricerca di uno stile che unisse riferimenti alla ricca storia con la modernità. Józef Piłsudski, Maresciallo di Polonia e capo dello stato, svolse un ruolo chiave in questo processo, cercando di rafforzare lo stato in tutti i settori, compresa l’architettura. L’architettura monumentale, promossa tra gli altri da Józef Piłsudski, doveva simboleggiare la forza e la modernità dello Stato polacco.

Arch. Edgar Norwerth
Futurismo e fascismo italiano
In Italia, negli anni ’20 del XX secolo, l’architettura fu dominata dal futurismo, che negava il passato e si concentrava sul progresso tecnologico, sul culto della giovinezza e sull’abbattimento del vecchio ordine per costruire una “nuova Italia”. L’architettura divenne uno strumento di propaganda fascista e il monumentalismo e le forme geometriche dovevano esprimere la forza dello stato, impressionare i cittadini e manifestare il potere dello stato.
In entrambi i contesti politici, l’architettura fu utilizzata per plasmare l’immaginario collettivo e rafforzare il potere, anche se inizialmente in modi diversi. Le fotografie di Łukasik presentano edifici pubblici, istituzioni educative, edifici culturali, sportivi e residenziali, testimonianze delle aspirazioni e delle ideologie dell’epoca. Le ideologie politiche ebbero un enorme impatto sull’architettura modernista, plasmandone la forma, la funzione e il messaggio.

E dopo il monumentalismo?
L’architettura contemporanea del potere è ancora monumentale? Cerca ancora di suscitare ammirazione e sottomissione, o forse assume forme più sottili? La mostra invita a riflettere su come gli stati moderni plasmano la loro identità architettonica e quale ruolo gioca in questo la fotografia.
L’esposizione non è solo un’esperienza artistica, ma anche un invito alla discussione su come il potere costruisce le sue sedi e quale messaggio invia ai cittadini attraverso lo spazio.
La mostra fotografica di Michał Łukasik “Modernismo. Architettura polacca e italiana 1918-1943” è stata presentata in vari eventi in Polonia, tra cui: presso l’Istituto di Cultura Italiana di Cracovia.

Architetto: Giuseppe Vaccaro, Gino Franzi
Michał Łukasik è specializzato in fotografia di architettura, interni, moda e reportage. Si è laureato alla Scuola di Cinema di Varsavia e all’Accademia di Belle Arti di Varsavia.


(ogg uffici) Roma, Italia 1938-1940
Arch.Vittorio Ballo Morpurgo


Arch. Marian Lalewicz

Milano, Italia
1932-1935
Arch. Gio Ponti, Emilio Lancia

(oggi „Foro Italico”)
Roma, Italia
1927-1933
Arch. Enrico Del Debbio

Varsavia, Polonia
1927-32, 1935-38
Arch. Tadeusz Tołwiński, Antoni Dygat

Arch. Gino Coppedè, Paolo Emilio Andrè