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Giorgia Dennerlein firma il nuovo progetto del Ristorante Monzù e del Cin Cin Bar all’Hotel Punta Tragara di Capri

Giorgia Dennerlein firma il nuovo progetto del Ristorante Monzù e del Cin Cin Bar all’Hotel Punta Tragara di Capri

Hotel Capri

Lo studio romano Loto AD Project prosegue il progetto di rinnovamento dell’iconico hotel di Capri con un intervento dedicato agli spazi dell’ospitalità. Materiali, arredi e dettagli decorativi reinterpretano l’identità mediterranea della villa e il patrimonio dell’ospitalità caprese in chiave contemporanea.

Il nuovo intervento firmato dall’architetta Giorgia Dennerlein con Loto AD Project interessa gli spazi dedicati alla ristorazione del boutique hotel Punta Tragara, uno degli indirizzi più rappresentativi dell’isola di Capri. Il progetto ne ridefinisce l’immagine attraverso un’attenta selezione di materiali, finiture e arredi, mettendo in dialogo gli elementi storici degli interni con nuovi inserimenti.

Ne nasce un progetto stratificato, ricco di riferimenti alla cultura mediterranea e alla tradizione dell’ospitalità caprese, nel quale decorazione, artigianato e design contemporaneo contribuiscono a costruire una nuova identità degli spazi.

Nella sala principale, alcuni degli elementi preesistenti continuano a definire l’architettura degli interni. Il mosaico romano rimane il fulcro dello spazio, mentre il baldacchino modanato laccato bianco ne sottolinea l’impianto architettonico. Le grandi vetrate ad arco e la veranda in ferro mantengono un rapporto diretto con l’esterno, rafforzando la continuità visiva tra gli ambienti dell’hotel e il paesaggio di Capri.

Tra i nuovi elementi si distingue il bancone dedicato alla presentazione delle colazioni, caratterizzato da un piano in granito rosso e grigio e da una struttura in legno intarsiato con modanature disegnate su misura. Il nuovo volume si inserisce nel contesto esistente senza interromperne il linguaggio, introducendo al tempo stesso un elemento fortemente materico.

Nella veranda e nel lounge bar, il progetto si concentra in particolare sulla combinazione di materiali, texture e lavorazioni artigianali. Il pavimento in marmo Fior di Pesco è arricchito da inserti in ceramica vetrosa color terracotta, mentre le pareti alternano maioliche tridimensionali smaltate color menta e boiserie in legno modanato, in parte rivestite in paglia di Vienna. Vasi dalle texture vegetali, tessuti a righe e lampade in vetro di Murano completano una palette che richiama colori, materiali e atmosfere del Mediterraneo.

Anche la scelta degli arredi nasce dal dialogo tra riferimenti classici e design contemporaneo. Tavoli in mogano intarsiato, piani in onice e sedute dalle forme ergonomiche compongono un insieme volutamente articolato, adattandosi alle diverse funzioni degli spazi dedicati alla ristorazione e alla convivialità.

La stessa attenzione per materia, colore e dettaglio caratterizza il Cin Cin Bar, concepito come uno spazio più raccolto e immersivo. Al centro della composizione si trova un’opera dell’artista siciliano Alessandro Florio, originario di Catania, i cui simboli e colori mediterranei diventano il punto di partenza per la scelta dei rivestimenti, dei tessuti e dell’illuminazione. Il tappeto circolare e le luci in vetro soffiato contribuiscono a creare un’atmosfera intima, mantenendo il legame con il linguaggio decorativo dell’intero progetto.

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Completa il percorso il Gin Bar di Willy Rizzo, che introduce riferimenti al design italiano degli anni Settanta attraverso arredi e finiture dal carattere più scenografico. Tavolini in foglia d’oro e ceramica e pouf con frange costruiscono un ambiente fatto di oggetti, rimandi e suggestioni, reinterpretando in chiave contemporanea l’idea della Wunderkammer, la storica “camera delle meraviglie” dedicata alla raccolta di oggetti rari e curiosità.

Con questo intervento, Giorgia Dennerlein e Loto AD Project proseguono il rinnovamento di Punta Tragara lavorando sul dialogo tra memoria del luogo e linguaggio contemporaneo. Il Ristorante Monzù e il Cin Cin Bar acquistano così una nuova identità, costruita attraverso materia, colore, artigianato e riferimenti mediterranei, senza perdere il legame con la storia e il carattere originario dell’hotel.

Fot. Serena Eller


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