Un marchio polacco entra nel dibattito internazionale sul futuro del design
Durante il Salone del Mobile 2026, il marchio polacco LOOPE presenterà nuove collezioni nate dalla collaborazione con Karim Rashid, uno dei designer più riconoscibili della scena contemporanea. La presentazione, prevista per il 22 aprile, non rappresenta solo il lancio di nuovi prodotti, ma anche un contributo alla riflessione sul futuro del design del mobile. Si tratta di un ulteriore passo nello sviluppo del brand, che dopo il debutto dello scorso anno a Milano continua a rafforzare la propria presenza internazionale.

Il design di fronte alle sfide contemporanee
L’industria del mobile si trova oggi ad affrontare tensioni evidenti: sovrapproduzione, aumento dei rifiuti e pressione verso un consumo rapido. In questo contesto, LOOPE sviluppa un proprio modello basato sul design circolare.
La collaborazione con Karim Rashid può essere letta come un confronto tra due dimensioni: un’estetica espressiva e riconoscibile e un approccio sistemico alla sostenibilità. Da anni Rashid sottolinea la necessità di superare la cultura dell’usa e getta. In questo progetto, il design non è più un oggetto chiuso, ma parte di un processo continuo.
Tre collezioni, un unico linguaggio
Le collezioni ANIMA, RISE e SWAY rappresentano il risultato di questa collaborazione. Le forme morbide, organiche e fluide tipiche del linguaggio di Rashid si intrecciano con i principi del design circolare.
Gli oggetti si collocano al confine tra arredo e scultura. La funzione rimane presente, ma lascia spazio all’esperienza e alla relazione tra utente e oggetto.
Tutti gli elementi sono realizzati in polietilene stabilizzato UV, un materiale durevole, resistente e completamente riciclabile, che consente la reintegrazione continua nel ciclo produttivo.
Il progetto come processo
Uno degli aspetti centrali di questo approccio è lo spostamento dal prodotto al processo. L’oggetto non rappresenta una forma definitiva, ma una fase temporanea. Dopo l’utilizzo, il mobile può essere restituito, trasformato e reintrodotto nel sistema in una nuova forma. Il materiale rimane, mentre cambiano forma e funzione. Questo ridefinisce il concetto di durata: non più permanenza, ma capacità di trasformazione.
Lo stand come manifesto
Lo spazio espositivo, progettato da Naboo Studio, traduce questi principi in architettura. Colori intensi e una forte identità formale creano un ambiente che non si limita a esporre prodotti, ma racconta il concetto di circolarità. Lo stand diventa uno spazio esperienziale, in cui il design è percepito come sistema e non come oggetto isolato.
La presentazione ufficiale si terrà il 22 aprile, nel Padiglione 22 (stand B23). In quell’occasione Karim Rashid sarà presente per raccontare il processo progettuale e la collaborazione con il brand.

Alla base del modello LOOPE c’è un sistema in cui il materiale non esce mai dal ciclo produttivo. Il polietilene può essere riutilizzato più volte senza perdita di qualità, permettendo di mantenere le risorse attive nel tempo. Il design, quindi, non riguarda solo la forma, ma anche il tempo e la trasformazione.
La collaborazione tra LOOPE e Karim Rashid rappresenta qualcosa di più di una nuova collezione. È un segnale di come i produttori polacchi stiano entrando nel dibattito internazionale attraverso idee e modelli progettuali.La domanda di fondo resta aperta: è possibile coniugare responsabilità ambientale e ambizione formale?
Redazione: Kamila Wierzbicka, Vitaliano Mancino

