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Luca Nichetto, tra italian heritage e innovazione tecnologica

Luca Nichetto, tra italian heritage e innovazione tecnologica

steinway& Sons Gran Nichetto, Luca Nichetto designer

In un parallelo tra le sue due anime, la veneziana d’origine e la svedese di adozione, Luca Nichetto combina un approccio italiano al design di prodotto, legato all’arredo e alla lavorazione artigianale dei materiali, ad una crescente bisogno di innovazione tecnologica.    

Luca Nichetto nasce a Venezia nel 1976 ma cresce a Murano, città famosa per la tradizione secolare di lavorazione artistica del vetro, arte che stimola la sua anima creativa fin da bambino. Dopo gli studi all’Istituto Statale d’Arte della città, nel 1998 si laurea in disegno industriale all’Università Iuav di Venezia (IUAV). L’anno successivo comincia l’attività professionale disegnando i suoi primi prodotti in vetro di Murano per Salviati, eccellenza nella lavorazione del vetro. Per poi diventare product designer e consulente per la ricerca di nuovi materiali e sviluppo prodotto per l’azienda di illuminazione Foscarini. Per il brand disegna la lampada iconica Plass, in policarbonato stampato in rotazionale, la cui superficie singolare, volutamente “imperfetta”, vibra di luce dall’interno.

fot. Foscarini, Alessandro Paderni

L’idea del designer è quella di sfruttare un apparente limite del materiale, ovvero l’imperfezione della superfice interna dello stesso in fase di stampo. Un difetto che lo rendeva più simile al vetro che al policarbonato, e proprio per questo spesso incompatibile con il concetto di prodotto d’arredo di design. Luca Nichetto vede in questo limite, invece, una possibilità. Quella di combinare il fascino delle perle di vetro della tradizione vetraria veneziana, parte del DNA dell’azienda, e l’uso di un materiale tecnologicamente avanzato e di più semplice produzione e commercializzazione anche su larga scala rispetto al vetro di Murano.

fot. Foscarini, Alessandro Paderni

“Io penso al progetto nel senso più italiano del termine, ovvero dal punto di vista dell’arredo e del materiale. – sostiene Nichetto – Le aziende italiane sono realtà medio piccole, nate da artigiani che si sono evoluti e diventati poi azienda. Quindi logicamente il product design italiano ha un’impostazione di base più votata all’arredo. L’Italia per un designer è il paese dei balocchi: il territorio italiano permette al designer di fare tutto ciò che sogna, perché è costituito da realtà artigianali che mettono a disposizione un know how nel lavorare materiali che in altri paesi altri non hanno e che ti fa fare la differenza.”

L’approccio decisamente italiano al product design torna molti anni dopo nel progetto realizzato per il leggendario marchio Steinway&Sons. Trecento anni dopo l’invenzione del “gravecembalo col piano e forte” da parte del padovano Bartolomeo Cristofori, il Gran Nichetto limited edition è il primo pianoforte Steinway&Sons a firma italiana. Il designer avvicina il progetto di ridefinizione del Modello B come fosse un importante ma bellissimo oggetto d’arredo. Il re della stanza, così come è il re degli strumenti musicali.

“Epico e tenace – dice Nichetto – sogno, un giorno, di vederlo suonare da Lady Gaga e Eddie Vedder.”

Per il Gran Nichetto limited edition, si lavora solo sugli elementi esterni: gambe, leggio, pedaliera, ruote, colore. Ma con una grande attenzione a non toccare gli ingranaggi interni, vero motore e cuore dell’oggetto, frutto di professionalità che esulano dal design di prodotto. Un approccio attento e rispettoso del know how dell’azienda e della sua tradizione.   

Un’operazione estremamente complessa, resa ancora più difficile dalla richiesta di ingegnerizzazione dell’azienda americana. Per realizzare le gambe, il leggio e il music desk di questo pianoforte sono infatti state utilizzate tecnologie contemporanee, come l’uso di macchine CNC a 5 assi o dell’impiallacciato 3D per la versione in walnut. Un continuo tentativo, ben riuscito, di combinare l’archetipo dell’oggetto musicale più classico con il design più tecnologicamente avanzato.

Luca Nichetto

Nel corso degli anni, Luca Nichetto ha lavorato come art director per molti brand internazionali di design e si è conquistato il riconoscimento di designer multidisciplinare oltre che diversi premi come il Gran Design Award 2008, il Good Design Award del Chicago Atheneum Museum of Architecture 2008, l’IF Product Design Award 2008 e l’Elle Decoration International Design Awards 2009 (EDIDA) come Designer dell’Anno nella categoria Young Designer Talent.

L’amore lo porta prima a fare la spola tra Svezia e Italia e poi, nel 2011, ad aprire uno secondo studio a Stoccolma, dove oggi vive stabilmente. Un’esperienza unica, che gli ha permesso di immergersi completamente nell’industrial design scandinavo e aprirsi ad una committenza internazionale. Oggi il 70% dei suoi clienti è internazionale.

“Se per la ricerca e sviluppo, l’Italia rimane uno dei posti più importanti, Stoccolma, libera da tutte le sovrastrutture che caratterizzano il settore nel nostro paese, mi permette di sviluppare un modo di progettare e pensare molto più libero e creativo”.

Con il suo studio cosmopolita e multidisciplinare dedicato a design industriale, progettazione di prodotto e consulenze, Luca Nichetto ha collaborato con numerose eccellenze nazionali e internazionali, tra le quali, Bosa, Casamania, Ceramiche Refin, Established & Sons, Foscarini, Fratelli Guzzini, Gallotti & Radice, Globo, Italesse, King’s, Kristalia, Mabeo, Moroso, Offecct, Ogeborg, Salviati, Skitsch, Skultuna, Tacchini, Venini.

Ultima ma non per importanza la collaborazione con Lladró. In occasione dei primi settant’anni dell’iconico marchio spagnolo che ha rivoluzionato il mondo della porcellana. Presentato ad Euroluce 2023, il progetto di illuminazione Soft Blown è un omaggio alla bellezza e alle incredibili potenzialità espressive della porcellana. E all’azienda, capace di innovare pur mantenendo salde le proprie radici.

Una combinazione espressiva di luci, colori e materia, che rievoca lo stupore e la magia del mondo giocoso dei palloncini, caratterizzano la lampada da tavolo Airbloom e il lampadario Afloat. Qui, rievocando l’arte della soffiatura a mano dei palloncini, Nichetto gioca con l’illusione dell’assenza di gravità e crea oggetti giocosi, dall’aspetto leggero ma funzionali. I disegni intricati che raccontano la maestria unica di Lladró nell’arte della porcellana e la profonda conoscenza del designer del mondo dell’artigianato e dell’illuminazione.

Giulia Berti – Autore


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